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Dall’avvento della globalizzazione abbiamo assistito ad una moria di piccole e medie imprese in tutto il paese. Molte eccellenze italiane si sono dovute svendere alle multinazionali, a cui niente interessa del nostro patrimonio culturale e della nostra economia, molte hanno chiuso i battenti e molte altre sono destinate a fare la stessa fine negli anni a venire. I motivi di questo sono da ricercare nelle politiche economiche attuate dai governi, che hanno favorito le multinazionali a discapito delle piccole e medie imprese, ma anche all’incapacità degli italiani di adeguarsi al cambiamento del mondo negli ultimi trent’anni. Fare impresa oggi è molto più difficile di quanto lo era fino a trent’anni fa, perché bisogna essere preparati molto di più su molte più materie, fra cui economia, finanza, marketing, tecnologia e anche politica e geo-politica, materie che prima potevano essere considerate superflue ma che oggi sono fondamentali al successo di un’azienda. Possiamo quindi parlare di incompetenza imprenditoriale che sta costando caro a tutto il paese e agli italiani.

Il risultato è riscontrabile nella distribuzione della ricchezza [123], che è arrivata a un livello di disuguaglianza molto drammatico a cui ormai non c’è rimedio, e nel degrado sociale. Sempre più persone diventano sempre più povere, mentre sempre meno si arricchiscono sempre di più. La classe media sta sparendo e presto il mondo sarà diviso fra Super Paperoni e poveri che verranno sfruttati dalle multinazionali per compensi da fame e in condizioni sempre più disumane.

Le masse sono spacciate, ma alcuni possono ancora riuscire a salvarsi da un triste destino, arricchendosi molto velocemente, perché se è vero che fare impresa oggi è molto più difficile di quanto lo fosse prima, è anche vero che il sistema attuale permette di raggiungere obiettivi importanti, impensabili fino a prima della globalizzazione, in pochissimo tempo. Il bicchiere va visto quindi mezzo pieno, e chi riuscirà a farlo e ad organizzarsi a dovere, riuscirà a ricoprirsi d’oro in tempi record.

Mi chiamo Gabriele Cripezzi e sono il fondatore di G&G Consulting, un’organizzazione di imprenditori e professionisti italiani e statunitensi con più di vent’anni di esperienza nelle multinazionali e nell’élite governativa. Il nostro obiettivo è quello di aiutare gli italiani titolari di piccole e medie imprese a risolvere quello che può essere definito come il problema più grande che l’umanità si sia mai trovato ad affrontare dopo la seconda guerra mondiale: il piano per il Nuovo Ordine Mondiale. Intendiamo farlo fornendo consulenze e supporto imprenditoriale, finanziario e legale.

Il Nuovo Ordine Mondiale è un sistema governativo totalitario fondato su principi socialisti di stampo marxista e sul capitalismo. Tutti parlano di Nuovo Ordine Mondiale, ma nessuno propone soluzioni vere, che ripetiamo non sono e non possono essere a livello di massa, ma solo a livello individuale. La soluzione è una sola ed è nell’imprenditoria e negli investimenti. Ma prima di approfondire sulla soluzione, è importante capire il problema. 

L’obiettivo del Piano per il Nuovo Ordine Mondiale è quello di avere il totale controllo assoluto sui popoli. I “padroni del mondo” sono psicopatici con manie di dominio che disprezzano la gente, perché li considerano idioti. Un senso di superiorità che alimenta sentimenti misantropici e che li spinge ad agire contro le masse, considerate formiche da poter schiacciare senza riguardo alcuno. Queste sono le persone che hanno in mano le nostre vite e le vite dei nostri figli. Loro hanno tutto, hanno conquistato tutto, sono arrivati a possedere tutto quello che hanno voluto, e quindi l’unica cosa che gli resta da fare è quella di schiacciarci il più possibile. Uno schiacciamento che gli permette di aumentare il divario fra loro e noi, e che gli almenta i sentimenti di supremazia. Viviamo in una condizione di emerginazione che assomiglia molto all’Aparheid, in cui veniamo sfruttati come schiavi, derubati della maggior parte di quello che prouciamo, senza che nessuno si accorga di nulla o quasi. Un’illusione di produttivita e libertà che mette le persone in condizioni di spaccarsi la schiena per far arricchire gli altri, i padroni appunto, senza rischio di ribellione e di rivolte. Il Nuovo Ordine Mondiale è già realtà, ma in pochi se ne rendono conto, o non vogliono rendersene conto. Fra pochissimi anni entrerà in vigore una terza economia, quella fra le intelligenze artificiali (le crypto currencies (Bitcoin) sono la loro moneta di scambio), e da quel momento il valore dell’essere umano diminuirà a velocità vertiginosa. Il Nuovo Ordine Mondiale verrà conclamato, e da quel momento il regime di oppressione e schiavitù sarà visibile e comprensibile da tutti, anche da quegli “struzzi” che fino ad oggi hanno preferito tenere la testa sotto la sabbia.

Il tempo a disposizione è pochissimo, ma sufficiente per poter risolvere, a livello individuale o di piccoli gruppi, lo ripetiamo, perché è troppo tardi poter cambiare il sistema. Chi ci ha provato in passato ha fatto una brutta fine (JFK per citarne uno, il più famoso). Le masse sono spacciate, ma alcuni, gli svegli e i più reattivi, possono farcela, alla grande.

La pressione fiscale, che ha raggiunto ormai quota 60% e questo significa essere derubati di quasi i 2/3 di quello che produciamo lavorando. In poche parole, lavoriamo per far arricchire gli altri, i padrroni del mondo (banchieri e CEO delle Big Corporations) e i loro scagnozzi, i lobbisti e i politici. Se essere un “dipendente statale con Partita IVA” e pensarti schiavo ti fa girare i co####ni, allora quello che leggerai di seguito ti potrà tornare utile, e sarà un piacere conoscerti.

Prima di discutere la soluzione, bisogna capire il Sistema, l’organizzazione di entità istituzionali e non, attraverso la quale vengono gestite le vite di tutti sulla terra.

Siamo vittime di un Sistema (governativo e finanziario) che punta ad impoverire le masse sempre di più, un Sistema basato sul capitalismo. Un Sistema che può essere considerato criminale contro le masse, ma una manna per chi lo conosce e lo sa sfruttare.
La popolazione mondiale si sta dividendo sempre più nettamente in due classi sociali, economicamente e socialmente sempre più separate fra loro, così tanto che possiamo parlare di “due mondi” sullo stesso pianeta.

Due mondi che corrono su due economie contrapposte. Una è quella del lavoro, conosciuta come “economia reale”, l’altra è l’economia del ritorno dagli investimenti.

La prima è l’economia della gente, e dal dopo guerra è in costante calo, mentre l’altra è quella dell’élite milionaria che è invece in costante crescita. Da qui la disuguaglianza della distribuzione della ricchezza. Ci si arricchisce solo se si riesce a passare all’economia del ritorno dagli investimenti, il che significa far lavorare i soldi per noi invece che noi per i soldi. Si può fare da bravi imprenditori, sfruttando il capitalismo. Chi non lo sa o non lo può fare, è destinato a diventare manovalanza per chi invece riesce a farlo. E’ solo una questione di tempo, anche per coloro che oggi vivono agiatamente, domani quando il Nuovo Ordine Mondiale sarà conclamato, si ritroveranno col c##o per terra.

La soluzione per chi non ha grandi capitali a disposizione è quella di imprendere. Bisogna investire in aziende con grandi potenzialità di crescita, i cui prodotti e/o servizi possano essere posizionati sui mercati internazionali. Bisogna saper imprendere a livello multinazionali e grandi marche e bisogna saper sfruttare il sistema finanziario per ottenere capitali sempre più grandi da investire in aziende.

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